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Meglio i giovani o i vecchi? Case History

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Riporto una email che mi è arrivata la settimana scorsa

“Buongiorno, sono alla ricerca di lavoro allego il mio c.v., la lettera di presentazione e’ gia’ compresa. Sono inoccupatx e risiedo a XXX, ma valuterei di lavorare nelle zone limitrofe e su XXX e XXX.

Nel mio piccolo, mi sono occupatx di selezione del personale per diversi anni, non ho riscontrato tanta voglia di lavorare fra i selezionati e poca o inesistente grinta e voglia di raggiungere risultati. Talvolta impossibile da descrivere il comportamento dei giovanissimi, che ho cercato di stimolare formare e soprattutto motivare.

Ora sono dall’altra parte, chiedo al selezionatore di soprassedere alla mia eta’ e di farmi almeno un colloquio conoscitivo, se il mio c.v. dovesse risultare in linea. […]”

Ricevo tante candidature ed è sempre mia abitudine rispondere a tutte e, per chi mi conosce, sa che aiuto sempre come posso:

  • invito a caricare il profilo sul database di IQM selezione (https://www.iqmselezione.it/invia-cv.php) con cui collaboro e do anche conferma di esatto inserimento;
  • aiuto nella sistemazione magari del cv se vedo qualcosa che non va;
  • addirittura insieme ad altri colleghi HR stiamo continuando anche per il mese di Maggio a fornire consulenze gratuite in Carriera con il progetto SOSTENIAMOCI (https://sosteniamoci.gostepup.it/carriera/); chiunque può infatti richiedere gratis una consulenza in revisione cv, simulazione colloquio, consulenza sul proprio percorso professionale, valutazione del potenziale, bilancio di competenze, counseling filosofico, e ancora tante altre consulenze in altri ambiti e settori;
  • e così via!

Ma questa volta, questa email, contiene qualcosa, un giudizio negativo sui giovani che non mi spiego o meglio non voglio accettare come spiegazione.

Il mittente non è un giovanissimo e questa affermazione, nel corpo della mail che accompagna il suo cv, oltre a non servire allo scopo (anzi!), mi sembra una forma di propaganda dell’esclusione e della divisione. Quasi a voler dire “prendete me che sono migliore e non come i giovani che non hanno voglia“. Come se per trovare lavoro, occorresse mettere in cattiva luce una generazione che non ci appartiene o che semplicemente (il più delle volte) non conosciamo!

Questo atteggiamento completamente negativo, di chiusura, di esclusione, che nega l’importanza, oggi più di ieri, dell’inclusione intergenerazionale, è così brutto da leggere, un modo di pensare che spero con tutta me stessa possa appartenere a pochissimi. E spero che anche il mittente della mia email, possa comprendere che non vince chi si chiude.

Oggi vince chi collabora, chi si connette, chi crea rete, chi aiuta, chi dona.

Mi ricorda una certa Ministra di qualche anno fa con il suo #choosy. Stomachevole oggi come allora. (indipendentemente dal colore politica fu veramente una uscita infelicissima).

A questo punto mi chiedo e vi chiedo: leggo male io quelle parole? Le ho interpretate male?


 

Ne stiamo discutendo su linkedin…clicca qui 

 


 


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