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	<title>scuola a distanza Archivi - Go! Step Up! HR &amp; Digital Innovation</title>
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		<title>Giulia, exchange student / Podcast &#8211; L’impatto del Digitale forzato su studenti, docenti e genitori &#124; Scuola a Distanza &#124; Storie Digitali</title>
		<link>https://www.gostepup.it/2020/innovazione/giulia-exchange-student-podcast-limpatto-del-digitale-forzato-su-studenti-docenti-e-genitori-scuola-a-distanza-storie-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 16:45:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[compiti a casa]]></category>
		<category><![CDATA[digital divide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La psicologa ed esperta di digital wellbeing, Monica Bormetti, ci ha aperto la strada verso un approfondimento degli effetti della digitalizzazione forzata nei confronti di docenti, genitori, alunni e studenti. Ho voluto quindi a questo punto conoscere il punto di vista diretto di chi la scuola la fa e la vive ogni giorno anche durante questo periodo di emergenza covid. Ho già avuto modo di approfondire il punto di vista con la docente Ada Volpe, scuole primarie  e con alcune bambine. Poi è stata la volta di conoscere il punto di vista di un docente di scuole secondarie di secondo grado, Lorenzo Di Domenicantonio che mi ha messo successivamente in contatto con la simpaticissima e talentuosissima Giulia, exchange student. Insieme a lei abbiamo deciso di provare a fare un podcast&#8230;ecco com&#8217;è andata! &#160; Rubrica STORIE DIGITALI Speciale &#8220;SCUOLA A DISTANZA&#8221; L’impatto del Digitale forzato su studenti, docenti e genitori. Ne abbiamo parlato con Monica BORMETTI, psicologa ed esperta di Benessere Digitale, www.smartbreak.it Ada VOLPE, docente scuola primaria mia nipote e le sue amichette, alunne di scuola primaria Lorenzo DI DOMENICANTONIO docente scuole superiori [sezione in aggiornamento] &#160;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gostepup.it/2020/innovazione/giulia-exchange-student-podcast-limpatto-del-digitale-forzato-su-studenti-docenti-e-genitori-scuola-a-distanza-storie-digitali/">Giulia, exchange student / Podcast &#8211; L’impatto del Digitale forzato su studenti, docenti e genitori | Scuola a Distanza | Storie Digitali</a> proviene da <a href="https://www.gostepup.it">Go! Step Up! HR &amp; Digital Innovation</a>.</p>
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		<title>L’impatto del Digitale forzato su studenti, docenti e genitori. Intervista a Lorenzo Di Domenicantonio docente scuole secondarie di secondo grado &#124; Scuola a Distanza &#124; Storie Digitali</title>
		<link>https://www.gostepup.it/2020/innovazione/limpatto-del-digitale-forzato-su-studenti-docenti-e-genitori-intervista-a-lorenzo-di-domenicantonio-docente-scuole-secondarie-di-secondo-grado-scuola-a-distanza-storie-digitali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 16:54:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La rubrica Storie Digitali speciale Scuola a Distanza ha riscosso in pochi giorni molto interessamento da parte di genitori e docenti. La psicologa ed esperta di digital wellbeing, Monica Bormetti, ci ha aperto la strada verso un approfondimento degli effetti della digitalizzazione forzata nei confronti di docenti, genitori, alunni e studenti. Ho voluto quindi a questo punto conoscere il punto di vista diretto di chi la scuola la fa e la vive ogni giorno anche durante questo periodo di emergenza covid. Ho già avuto modo di approfondire il punto di vista con la docente Ada Volpe, scuole primarie e con alcune bambine. Questa volta, ha accolto il mio invito, un docente di scuole superiori o meglio scuole secondarie di secondo grado. Iniziamo quindi l&#8217;intervista! Maria Elisa Scarcia: Buongiorno, la ringrazio per aver accolto il mio invito. In questa piccola rubrica del mio blog, mi piace raccontare storie digitali di ogni giorno, di persone che, per un motivo o per un altro, si sono ritrovate catapultate nel digital. Oggi vorrei conoscere il suo punto di vista, di docente che si è ritrovato all’improvviso con la necessità di gestire le proprie classi a distanza. Innanzitutto, si presenti. Ci racconta chi è, di cosa si occupa e cosa fa per i suoi ragazzi. Prof. L. Di Domenicantonio: Buongiorno, grazie a lei per questa “chiacchierata”, di questi tempi non è cosa da poco. Mi chiamo Lorenzo Di Domenicantonio, sono un docente di Italiano e Storia nelle scuole secondarie di secondo grado e insegno presso l’I.I.S.S. “G.Salvemini” di Alessano. Dopo un lungo periodo di trasferimenti, da tre anni sono finalmente arrivato in questo istituto come docente di ruolo. La stabilità in una stessa scuola per più anni, dopo tanto girovagare, mi ha permesso di vedere gli alunni crescere davanti a me e iniziare a raccogliere i frutti del nostro lavoro (loro e mio) all’interno di un arco di tempo più lungo. Questo forse è l’aspetto più affascinante della mia attuale condizione di docente. Maria Elisa: Prima dell’emergenza Coronavirus, qual era il suo approccio con la didattica a distanza e prettamente digitale? Prof.: Ho seguito alcuni corsi di formazione sulla didattica e l’apprendimento in ambiente digitale. Sono stati interessanti, ho imparato molte cose nuove; tuttavia durante questa emergenza mi sono reso conto di quanto la pratica quotidiana ed efficace nella didattica digitale sia una cosa diversa rispetto alle conoscenze acquisite durante un corso. Prima mi limitavo a utilizzare alcune piattaforme per condividere materiale, per svolgere alcune attività, più per gioco che per prassi professionale. Lavorare esclusivamente in remoto con le TIC è un’altra cosa… Insomma, la solita storia delle conoscenze che faticano a tramutarsi in competenze. Maria Elisa: Nei primi giorni c’è stata moltissima incertezza, nessuno aveva compreso bene la grandezza dell’emergenza. Come docente, come ha vissuto questa notizia? Prof.: Sicuramente con una grande confusione in testa. Tutto si apprestava a cambiare radicalmente, da un giorno all’altro, e nessuno era in grado di capire in che modo. Come istituto ci siamo subito messi in moto per attivare la didattica a distanza utilizzando come piattaforma di riferimento il nostro registro elettronico e alcune applicazioni per effettuare videolezioni. Confesso che i primi giorni sono stati un po’ caotici, ma con il passare del tempo abbiamo affinato i nostri strumenti e le nostre strategie, soprattutto grazie all’ottimo lavoro di coordinamento della Dirigenza scolastica. Al momento utilizziamo un’unica piattaforma di condivisione e le cose sembrano andare molto meglio. Maria Elisa: Fare i compiti è risultato, da un brainstorming che mi è capitato di fare con genitori amici e colleghi, un modo anche per distrarsi e per non pensare al coronavirus. Ma molti genitori si sono sentiti stressati, investiti del ruolo di insegnanti pur non avendone attitudine e/o competenza. Le è capitato di percepire/conoscere queste paure anche da parte dei genitori dei suoi studenti? E come ha affrontato questo impasse? Prof.: Diciamo che l’attività didattica, in questa situazione, si presenta come una medaglia a due facce. Sicuramente il contatto con i nostri alunni alimenta in noi come in loro sensazioni positive, affetto, vicinanza; tuttavia nei primi tempi effettivamente noi docenti eravamo presi da un’infaticabile produzione di dispense, quiz, moduli, approfondimenti, links multimediali, ecc. Li somministravamo freneticamente ai nostri alunni senza renderci conto dei carichi di lavoro che imponevamo. È però bastato confrontarci serenamente con loro per adattare le attività e non oberare eccessivamente i ragazzi di compiti e videolezioni. Maria Elisa: La scuola italiana si è dimostrata non pienamente organizzata ed attrezzata per una didattica totalmente a distanza. Se ne parla moltissimo anche in Parlamento con la Ministra Azzolina che sta cercando di eliminare il digital divide che sta emergendo. Nel suo caso, come avete organizzato la didattica? Ha un programma specifico, delle app preferite che usa? Le va di raccontarmi come funzionano le sue lezioni in questi giorni? Prof.: Mi sento di dover sfatare un mito che oggi prende sempre più piede, ossia che la didattica digitale sia la soluzione a tutti i problemi di una scuola che fa fatica a rinnovarsi e reinventarsi per adattarsi alle esigenze dei giovani. Lo strumento informatico è una risorsa preziosissima, oggi insostituibile per molti aspetti, ma non può prescindere dal modo in cui noi strutturiamo socialmente gli ambienti di apprendimento. Abbiamo impiegato decenni a rendere la scuola un ambiente di apprendimento democratico, costruito secondo i nostri valori costituzionali, e questo sistema etico deve essere adeguato anche nella didattica a distanza, altrimenti cancelliamo con un colpo di spugna anni e anni di conquiste sociali e culturali. La nostra scuola ha messo a disposizione i devices di sua proprietà (tablet in particolare) e alcuni studenti ne stanno facendo uso. Inoltre abbiamo pianificato un certo numero di video lezioni settimanali per docente, in modo da non comportare un eccessivo consumo di gigabyte per chi non ha connessioni in wifi con abbonamenti prepagati. Insomma, cerchiamo di venire concretamente incontro ai nostri ragazzi più in difficoltà sotto questo punto di vista. Apprezzo molto lo sforzo della Ministra Azzolina per rendere facilmente fruibili le risorse digitali e abbattere</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.gostepup.it/2020/innovazione/limpatto-del-digitale-forzato-su-studenti-docenti-e-genitori-intervista-a-lorenzo-di-domenicantonio-docente-scuole-secondarie-di-secondo-grado-scuola-a-distanza-storie-digitali/">L’impatto del Digitale forzato su studenti, docenti e genitori. Intervista a Lorenzo Di Domenicantonio docente scuole secondarie di secondo grado | Scuola a Distanza | Storie Digitali</a> proviene da <a href="https://www.gostepup.it">Go! Step Up! HR &amp; Digital Innovation</a>.</p>
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