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Seconda Domenica di Quarantena: #iorestoacasa e le nostre abitudini – Parte 2 Risultati e Conclusioni

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Come ho avuto modo di spiegare qui, questo secondo questionario ha la funzione importantissima di verificare se effettivamente, a distanza di 7 giorni, qualcosa nelle nostre abitudini stia iniziando a cambiare.

Premesso che questa seconda domenica è stata un po’ per tutti pesante e molto meno gestibile: ansie, paure, incertezze hanno avuto il sopravvento e questo è emerso sia nel sondaggio che in generale in varie chat e community che frequento o di cui sono amministratrice.

Sicuramente tutti siamo concordi nel ritenere che, post-coronavirus, tutti saremo un po’ diversi e cambiati: le nostre abitudini, o meglio la nostra normalità, ha subito uno shock importante e questo trauma rimarrà.

Questa volta sarò più immediata e celere.

Partecipazione

Su 369 click, sono state registrate ben 263 risposte: dunque rimane costante la partecipazione, superiore rispetto al primo test, un buon 71%. Gradimento molto più alto: 98,6%, per un aumento di 5 punti!

Pubblico degli intervistati: umori e paure

Sostanzialmente si riconferma la stessa proporzione di intervistati: maggiore partecipazione dal Sud, età media 31-40 anni, per la maggior parte dipendenti pubblici/privati.

Proprio in merito al lavoro, in questo secondo sondaggio ho aggiunto una domanda specifica per capire se gli effetti dell’emergenza covid19, si fossero già prodotti, negativamente, sui rapporti di lavoro. La domanda prevedeva delle risposte chiuse e la possibilità di aggiungere una propria risposta. Il 24% ha risposto che nessuna variazione era ancora avvenuta, ma sono state molte le risposte aperte: emerge la voglia di dire la propria perché molte risposte in realtà potevano essere incluse tra quelle già presenti. Io ricollego questa voglia di scrivere della propria condizione a una voglia di parlare di sé, di sfogarsi, che non ad una forma di disattenzione nella risposta.

Gli intervistati che lavorano nel settore sanitario hanno voluto rimarcare il loro impegno, specificando che stanno continuando a lavorare come infermieri/oss/medici.

Chi invece era già senza lavoro oppure aveva un lavoro precario o viveva situazioni insoddisfacenti, dunque già prima del coronavirus, ha voluto dire la sua:

“Lavoravo a chiamata. Ora è tutto fermo.”
“Due settimane di cassa integrazione in deroga e poi chissà ”
“Direi che dove lavoro non sono stati omogenei con tutto il personale”
“ho dovuto sospendere la mia attività di esperto… quindi non percepirò nulla se non porto a compimento i progetti”

L’altra domanda aggiunta per questo secondo sondaggio è stata quella relativa all’umore. Il 43% si sente tranquillo e fiducioso, ottimista, il 37,5% molto preoccupato ma fiducioso e soltanto l’11% molto triste al punto di non vedere ancora la luce in fondo al tunnel. In effetti che l’aria fosse in generale particolarmente pesante domenica, si era capito: non vi era chat, community, in cui non si leggesse di questa forte paura e preoccupazione a fronte di altrettanti post invece completamente opposti, che mettevano in risalto invece una certa positività e spinta al cambiamento.

Tanto che l’immagine di psicoadvisor, diventata virale, riassume perfettamente il dualismo che stiamo vivendo e che, ahimè, spinge qualcuno nel catastrofismo al punto di sentirsi talmente perso e immobile da non riuscire a vedere nessuna luce in fondo al tunnel. Una sensazione che a tutti noi è capitato di provare almeno una volta nella vita, ma che mi auguro fortemente non vada a diffondersi troppo tra la gente (sarebbe la nostra rovina).


Ritmo sonno-veglia: stiamo dormendo di più?

Ebbene sì: c’è un aumento di chi ha deciso di prendersela comoda. Meno 7 punti per chi domenica 15 aveva messo la sveglia alla solita ora. Ma sono tutti dormiglioni? Sì e no. Domenica 22 marzo, il 36% ha dormito di più rispetto al solito, ma aumenta la fetta di chi invece, magari per esigenze personali-familiari, non ha potuto dormire di più e quindi si è ritrovato a svegliarsi prima del solito.
In ogni caso, la maggior parte dei nostri intervistati non registra mutazioni rilevanti.


Mutande piegate per tutti? Case ordinate e pulite assolutamente si

Sì, le nostre case continuano ad essere ordinate, pulite. Anche chi domenica scorsa non ha mostrato interesse per questo genere di incombenze, questa volta (forse) si è dato da fare: aumenta infatti la frazione di chi “non sto pulendo tanto non aspetto visite” che passa ad un piccolo 1,4%.


Italiani, popolo ai fornelli

Questa domenica lo stacco è notevole: un 50% tondo tondo ammette che “ho tutto il tempo per dedicarmi alla mia passione”.

Insomma, ormai è comune rispondere “sto rotolando” a chi ci scrive come stiamo. Nel vero senso della parola: stiamo lievitando. I supermercati sono completamente svaligiati e il lievito è diventato un prodotto da richiedere al proprio “pusher di fiducia”… la creatività e la simpatia non sono mancate nemmeno in questo caso!


Figli e genitorialità: compiti a casa come antistress

Sostanzialmente i dati da una settimana all’altra cambiano di poco: molti degli intervistati non hanno figli o non vivono con loro, ma chi li ha esprime profonda soddisfazione nel trascorrere finalmente più tempo con loro. Quindi, come già emerso nel primo sondaggio, mamme e papà sono contenti di godersi i figli. L’impegno scolastico rappresenta anche un aspetto importante che occupa molto tempo in casa. Mi è capitato di sentire, per un altro progetto in cantiere, che molti vedono questo impegno quotidiano come una routine che permette di distrarsi dall’ansia dell’emergenza che stiamo vivendo. Così come non è mancato chi, a contrario, mostra grande sofferenza per una didattica disorganizzata e completamente abbandonata a se stessa: insegnanti non tecnologici, innumerevoli schede da stampare, genitori che devono improvvisarsi insegnanti. Insomma, la didattica in Italia sta vivendo davvero momenti di particolare tensione. La mancanza di uniformità tra scuole e insegnanti rende la situazione molto incerta generando ansie e paure ad alcuni adolescenti alle prese con esami di stato di terza media e di maturità.


Televisione

Nel primo sondaggio la domanda era stata da me mal posta, quindi le risposte non erano state effettivamente in grado di fornire un quadro specifico su un eventuale cambio di abitudini. Era emerso che la maggior parte degli intervistati avesse la tv sintonizzata sulle news relative al coronavirus, ma non ci forniva altre informazioni.

Nel secondo sondaggio, ho formulato meglio la domanda: il 41% non registra nessuna variazione, la tv come veniva vista prima, viene vista oggi. Un 30% ammette di vederla di più proprio per rimanere informato sugli sviluppi della pandemia e un significativo 12% la tiene completamente spenta (in diminuzione rispetto al 18% della scorsa settimana).


Sesso e Amore

Anche per questa domanda, sono dovuta intervenire rispetto al primo sondaggio: domenica 15 marzo infatti, diversi amici mi avevano fatto notare che mancasse una possibile risposta, ovvero che la vita sessuale potesse essere attiva, ma fuori dalle mura di casa… dunque che l’eventuale abbassamento di scintille e fuochi d’artificio fosse causato da oggettiva impossibilità. Fatto sta che, se nel primo sondaggio era emersa una situazione sostanzialmente invariata rispetto a prima dell’inizio della quarantrena (poiché il 70% ammetteva che nessun cambiamento era avvenuto), questa volta invece è soltanto il 54% che sceglie questa risposta. Emerge infatti che il 26% registra un azzeramento di rapporti perchè la propria vita amorosa è fuori casa.

Il dato più confortante è vedere quasi dimezzata la fetta di intervistati che ammettono tensione in famiglia: si è passati ad un 11% (rispetto al 21 della prima domenica). Voglio pensare che il mio augurio di sfruttare questi momenti di pausa a casa sia servito per comunicare di più e meglio. Bene.


Libri e lettura

Il dato di questa settimana conferma quello di domenica 15 marzo: nessuna variazione. La settimana scorsa  mi auguravo, in vista delle tantissime promozioni di ebook a costi bassissimi, se non addirittura gratuiti, anche grazie alla campagna di solidarietà digitale promossa dalle istituzioni, di registrare un aumento di lettori… il mio target intervistato probabilmente non ama leggere?


Whatsapp e social network

Sono un passatempo: una forma come un’altra di intrattenimento e di convivialità. Ma il dato apprezzabile è un leggero aumento di chi li usa per fare formazione. Questo periodo infatti pullula di webinar, live, incontri, podcast dai contenuti altamente qualitativi che forniscono preziosi input i quali, per certi versi, si configurano come veri e propri corsi di aggiornamento. Non è difficile infatti in questi giorni riempire l’agenda di impegni online di questo genere e magari webinar che purtroppo si accavallano… fortuna che ci sono le slide che, puntualmente, vengono inviate agli iscritti!


Programmazione routine: abbiamo organizzato le nostre nuove vite in quarantena?

Purtroppo no, continuiamo a vivere alla giornata. Paure, ansie? oppure semplicemente siamo completamente spaesati? Una piccola parte però ha rischedulato i propri impegni e riorganizzato la propria vita. Purtroppo siamo tutti d’accordo sul fatto che la prossima settimana, il 3 aprile, non ci sarà nessuna fine dell’emergenza, ma una proroga. Questo preoccupa, anche alla luce di un’economia che inizia già a dimostrare sofferenze e ansie.


Cosa ci sta dando soddisfazione?

Ho lasciato come di consueto la libertà di scrivere quale attività stessero facendo gli intervistati durante la quarantena, in cosa stessero trovando soddisfazione. Non sono mancate le risposte simpatiche e goliardiche dei miei intervistati, come ad esempio

“Chiudo le buche che non sono riuscito a chiudere settimana scorsa”

attività non ben identificata, ma attribuita alla risistemazione della casa, oppure

“sto conoscendo meglio i miei figli”

“Stare 3 ore al Carrefour 😂😂 scherzo! Tutto uguale 😉 diversi canali di crescita…!”

che ho fatto rientrare nel settore relax e hobby.

Emerge sostanzialmente, rispetto alla settimana scorsa, una maggiore dedizione alla risistemazione della casa. I giardini, probabilmente per via del tempo, non sono stati oggetto di attenzione come nella domenica precedente, mentre divani, tende e librerie finalmente hanno avuto la meglio. Così come diminuisce il tempo dedicato al relax e agli hobbies: a favore appunto di un miglioramento del proprio spazio domestico.


Dunque… come siamo messi?

Siamo messi che la gente inizia a comprendere cosa significano la segregazione e la privazione della libertà; il mio più grande augurio è che, finita l’emergenza, ci ricorderemo di delle brutte sensazioni che stiamo provando e che avremo più cura del nostro ambiente e dei nostri animali.

Le nostre abitudini stanno cambiando, anzi, sono già cambiate perché siamo tutti d’accordo sul fatto che questa pandemia rimarrà nella nostra storia e nel nostro DNA. Ricorderemo e parleremo di questo sacrificio che, in fondo, non ci vede in guerra: anzi stiamo ingrassando, ci stiamo rilassando, dormiamo e trascorriamo il tempo conoscendo meglio i nostri amici e i nostri familiari.

Vista dal punto di vista della salute della nostra Terra, la pandemia sta permettendo al nostro pianeta di tornare a respirare e di riprendersi. Gli animali tornano liberi in posti dove mai si sarebbe immaginato di trovarli

Anatre libere tra Roma e Venezia

Nel frattempo, stiamo riattivando un senso della solidarietà, della genitorialità, riscopriamo noi stessi. Il fatto stesso che abbiamo dato attenzione ad alcuni aspetti che prima ignoravamo ci ha portato (forse) a guardare le cose nella loro complessità, a ricercare il dialogo e il confronto, ad esprimere il nostro parere e a condividerlo con gli altri.

Una nuova socialità fatta non di strette di mano ma di chat e videochiamate, un modo di essere vicini pur essendo lontani. Forse, abbiamo finalmente capito o stiamo imparando a capire che siamo fortemente interconnessi, che siamo tutti abitanti di dello stesso pianeta e che le distanze sono solo un fattore puramente fisico: le uniche distanze che oggi introduciamo nella nostra testa sono quella ideologiche.

 

Prossimo appuntamento: domenica 5 aprile, sarà poi tutto finito?

Farò un terzo sondaggio a distanza di 15 giorni dall’ultimo, quindi in vista della quarta domenica di quarantena, il 5 aprile. La data che le nostre istituzioni avevano individuato come fine di tutto ciò, ma che i dati dei bollettini covid-19, al momento, smentiscono.

Come si svolgerà il tutto? La modalità di partecipazione sarà sempre la stessa: per partecipare al prossimo sondaggio, basta scrivermi su WhatsApp , canale che puoi usare anche per darmi un feedback! Ricordiamoci le buone maniere, che valgono sempre: presentati, scrivimi il tuo nome e cognome. Sarà un piacere fare la tua conoscenza!

Buona quarantena, #andràtuttobene, #iorestoacasa, ci vediamo domenica prossima!!

 


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