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Remote Working: vantaggi, svantaggi, applicabilità aziendale

Nella prima parte della rubrica dedicata al Remote Working, si è parlato di che cos’è il lavoro da remoto e in che cosa si differenzia dallo Smart Working. Ora andiamo più in profondità, cercando di analizzare i punti di forza e di debolezza relativi al lavoro a distanza.

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Remote Working: i vantaggi

Sempre facendo riferimento allo studio di Buffer (invito sempre a fare riferimento alla prima parte della rubrica), il principale vantaggio del lavoro da remoto sarebbe rappresentato dalla possibilità di conseguire una maggiore flessibilità della programmazione lavorativa, opzione scelta da quattro professionisti su dieci. Gli altri vantaggi permessi dal Remote Working sarebbero quelli di poter lavorare da altri luoghi diversi dall’ufficio (30%), di trascorrere maggior tempo con la famiglia (14%) e di lavorare da casa(13%). Operare da remoto è una soluzione che presenta notevoli risvolti positivi per il professionista che hanno a che fare soprattutto con la propria percezione dello stress:, l’opportunità di lavorare da casa rende il collaboratore più rilassato e maggiormente coinvolto nel proprio lavoro, poiché non si trova costretto a trascorrere la maggior parte delle proprie ore di veglia lontano dai propri cari. Le tempistiche di consegna dei lavori risultano mediamente più accorciate, sensazioni quali frustrazione e nervosismo si attestano su valori inferiori rispetto alla media di chi opera in ufficio; il tutto, senza dimenticare che il lavoro da casa permette di abbattere i costi relativi al trasporto, alla benzina e al pranzo di metà giornata. Il rischio di burnout risulta fortemente ridimensionato. Lavoratori più felici sono lavoratori più performanti: questo è anche il mantra di Go! Step Up!

Remote Working: gli svantaggi

Tra i principali svantaggi del Remote Working, il 22% degli intervistati dichiara di avere difficoltà a staccare dal lavoro e che, spesso, finisce con il lavorare anche oltre gli orari prefissati. Ciò rappresenta anche un punto di forza per le aziende, che possono contare su collaboratori maggiormente predisposti a dimostrare dedizione a attaccamento alla propria professione, senza un consequenziale aumento di stress e di pressione psicologica. Certamente, i Remote Workers devono dimostrare la capacità di gestire la solitudine (indicata come un problema dal 19% del campione) e devono fare fronte a difficoltà che hanno a che fare con una più problematica comunicazione con i colleghi (secondo il 18%). Un collaboratore da remoto su dieci ammette di essere sottoposto a maggiori distrazioni mentre appena l’8% afferma che può essere più complicato mantenere la giusta motivazione.

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Remote Working e Digital Innovation

Le aziende che scelgono di includere nel proprio assetto organizzativo la possibilità di gestire le risorse attraverso il Remote Working non possono prescindere dall’implementare servizi di rete e telecomunicazione adeguati. Oggi, però, non è necessario disporre né di un particolare know how tecnico né di ampie risorse economiche, considerato che i principali servizi per la gestione del lavoro a distanza sono gratuiti e facilmente accessibili: applicazioni di messaggistica e per le videocall non hanno alcun costo e i gestionali o i software aziendali sono solitamente fruibili ovunque tramite connessione internet. C’è poi da considerare che, attraverso il lavoro da remoto, le imprese possono aprirsi al mercato del lavoro su scala nazionale, con la possibilità di selezionare i propri collaboratori senza più il vincolo di scegliere solo tra coloro che risultano residente nelle zone limitrofe alla propria sede operativa. Quello dell’impossibilità di un controllo del collaboratore da parte dell’azienda, poi, appare solo come un falso problema: oggi, ciò che conta davvero è il raggiungimento di determinati obiettivi di produzione più che le ore di lavoro prestate all’azienda; la qualità prevale sulla quantità. I collaboratori che operano da casa possono essere chiamati a rendicontare le attività svolte nel corso della giornata e devono essere reperibili in ogni momento, durante le ore di servizio, come se fossero operativi all’interno dell’ufficio. Gli ostacoli alla realizzazione di un modello di HR che integri la possibilità del Remote Working, dunque, appaiono in realtà come dei limiti solo mentali, spesso palesati da management incapaci di aprirsi al cambiamento!

 

Foto di StartupStockPhotos da Pixabay

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