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L’impatto del Digitale forzato su studenti, docenti e genitori. Intervista alla Maestra Ada Volpe, docente scuola primaria | Scuola a Distanza | Storie Digitali

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Ho già avuto modo di affrontare insieme alla psicologa ed esperta Monica Bormetti  come l’ondata di digitalizzata forzata sta impattando su docenti, genitori e alunni, ricevendo diversi suggerimenti per vivere in maniera più equilibrata questa nuova modalità che per molte famiglie rappresenta una novità assoluta.

Mi piacerebbe però conoscere il punto di vista di chi sta direttamente sul “fronte”: oggi mi farà compagnia, nel mio salotto virtuale, la maestra Ada, docente di mia nipote Maria, scuola primaria pubblica di una cittadina salentina di 10 mila abitanti.

Maria Elisa Scarcia: Buongiorno Maestra Ada, la ringrazio per aver accolto il mio invito. In questa piccola rubrica del mio blog, mi piace raccontare storie digitali di ogni giorno, di persone che per un motivo o per un altro si sono ritrovate catapultate nel digital. Oggi vorrei conoscere il suo punto di vista, di docente che si ritrovata all’improvviso con la necessità di gestire le proprie classi a distanza. Innanzitutto, si presenti. Ci raccontaci chi è, di cosa si occupa e cosa fa per i suoi bambini.

Maestra Ada Volpe: Buongiorno a lei, sono una maestra in servizio da diversi anni nella scuola pubblica. Ho lavorato per 8 anni circa nel Veneto, dove sono entrata in ruolo nel 1999, dopo 3 anni sono tornata in Puglia, precisamente nella scuola dell’Infanzia ad Alessano. Sono rimasta ad Alessano 3 anni, poi ho chiesto il passaggio di ruolo, e, dal 2005 sono nella Scuola Primaria “De Amicis” di Acquarica. Ora insegno Italiano, Inglese, Arte e Musica in una classe quarta di 22 alunni.

 

Maria Elisa: Prima dell’emergenza Coronavirus, qual era il suo approccio con la didattica a distanza e prettamente digitale?

Maestra Ada: A dire il vero io sono stata da sempre un po’ tecnologica, ho frequentato diversi corsi per imparare ad utilizzare al meglio le nuove tecnologie, a scuola ho utilizzato la LIM, quando mi è stato possibile, perché sa com’è, i fondi non sono mai sufficienti in tutti gli istituti, e sono ormai diversi anni che ho in classe una LIM non funzionante. Già dalla 2^ primaria ho presentato ai miei alunni e ai genitori “Fidenia”, un social learning dedicato alla didattica per creare classi virtuali per condividere risorse, realizzare contenuti multimediali, dialogare in maniera social. Tutti sono presenti ed hanno partecipato attivamente su questa piattaforma. Abbiamo, come classe, partecipato tutti gli anni alla settimana del coding, sviluppando il pensiero computazionale attraverso attività unplugged (Cody Roby, MIND robot educativo, Pixel art), e attività online (lavorando in classe con i pc, svolgendo esercizi con Scratch, tutti gli alunni ogni anno sono stati inseriti sulla piattaforma Code.org, dove sia a scuola che a casa possono svolgere esercizi di informatica partendo dal corso base. I ragazzi hanno iniziato a muovere i primi passi nel linguaggio della programmazione completando man mano esercizi sempre più complessi.

 

Maria Elisa: Nei primi giorni c’è stata moltissima incertezza, nessuno aveva compreso bene la grandezza dell’emergenza. Come docente, come ha vissuto questa notizia?

Maestra Ada: Ricordo quel pomeriggio, ero a scuola ed avevo fatto vedere (per mezzo di un videoproiettore) in diretta quello che stava succedendo nel mondo, avevamo commentato la gravità della situazione, e, quando nel primo pomeriggio abbiamo ascoltato la conferenza stampa del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che annunciava la sospensione delle attività didattiche dal giorno successivo, i ragazzi che dapprima hanno gioito, hanno poi cominciato a farsi delle domande e alcuni si sono dimostrati molto preoccupati.

Prima del suono della campanella, avevo dato indicazioni che ci saremo sentiti su Fidenia, ma, penso a causa dei numerosi visitatori, la piattaforma non ha funzionato, fino a bloccarsi completamente. Nei giorni a venire oltre ad Argo, canale ufficiale, abbiamo utilizzato Whatsapp, poi ho proposto Skype, che tuttora utilizziamo soprattutto per le videolezioni in quanto funziona molto meglio di WeSchool, canale proposto dall’Istituto Comprensivo, per il quale tutti e 22 gli alunni hanno compilato il modulo di autorizzazione, e viene utilizzato per alcune videolezioni e per postare compiti da svolgere.

 

Maria Elisa: Fare i compiti è risultato, da un brainstorming che mi è capitato di fare con genitori amici e colleghi, un modo anche per distrarsi e per non pensare al coronavirus. Ma molti genitori si sono sentiti stressati, investiti del ruolo di insegnanti pur non avendone attitudine e/o competenza. Le è capitato di percepire/conoscere queste paure anche da parte dei genitori dei suoi alunni? E come ha affrontato questo impasse?

Maestra Ada: Sì, io mi sento intanto di ringraziare i genitori dei miei alunni per la loro disponibilità, perché stanno affrontando con tanto impegno questa situazione improvvisandosi docenti, sostituendosi a noi in un mestiere che non è il loro, penso soprattutto a chi ha più di un figlio da seguire, con canali diversi e con proposte magari diverse da parte di noi docenti, con mezzi non consoni alla situazione, con mancanza di rete wifi, in alcuni casi senza alcun mezzo a disposizione. Non ho mai fatto pressione né su alunni né sui genitori, ai quali ho sempre chiesto parere sulle app da utilizzare e mettendo nelle condizioni, per quanto consentito, di utilizzare quella più consona alle proprie esigenze, dando sempre una grande importanza allo star bene prima di tutto, alla voglia di fare, di vedersi e di chiacchierare un po’ sulla situazione e sull’importanza di impegnarsi ognuno nel proprio lavoro.

 

Maria Elisa: La scuola italiana si è dimostrata non pienamente organizzata ed attrezzata per una didattica totalmente a distanza. Se ne parla moltissimo anche in Parlamento con la Ministra Azzolina che sta cercando di eliminare il digital divide che sta emergendo. Nel suo caso, come avete organizzato la didattica? Ha un programma specifico, delle app preferite che usa? Le va di raccontarmi come funzionano le sue lezioni in questi giorni?

Maestra Ada: Noi, dopo un primo periodo di ovvia confusione, anche se ripeto i miei alunni erano un po’ abituati ad un lavoro digitale, ora siamo ad un buon livello, tutti gli alunni, anche i più restii, stanno partecipando alle videolezioni e vi è un ritorno di attività che ritengo molto soddisfacente sia su Argo che su Liveworksheets. Anche Skype si è rivelato fantastico, loro hanno da subito apprezzato, mi inviano messaggi audio/video in cui mi recitano poesie, mi leggono diari, testi, esercizi svolti, letture particolari, mi mostrano disegni, lavoretti ed è bellissimo ascoltarli e vederli, sembra di essere a scuola, ma interagire con ognuno di loro da casa è davvero emozionante.

 

Maria Elisa: Molte famiglie non hanno internet, la banda larga in Italia non ha una copertura così importante e quindi questi deficit sono motivo di frustrazione anche nel seguire delle semplici lezioni. Ognuno ha cercato di organizzarsi come può. Senza ovviamente entrare nel particolare, nel suo caso, questo gap quanto sta incidendo nella prosecuzione del programma scolastico? Qualche bambino più sfortunato è destinato di fatto a rimanere indietro?

Maestra Ada: Devo dire che nel mio caso tutte le famiglie hanno internet, qualcuno non ha una buona copertura, ma per questo è intervenuta la scuola che ha consegnato sia dispositivi che chiavette internet. Certamente bisogna fare i conti con i ragazzi che non hanno un supporto genitoriale adeguato per diversi motivi, ma posso dire che è premura di noi docenti cercare in ogni modo di non far rimanere indietro nessuno.

 

Maria Elisa: Per quanto riguarda invece l’aspetto prettamente psicologico e sociale: i suoi alunni cosa le raccontano di questo momento storico che stanno vivendo? Lei, insieme ai suoi colleghi docenti, avete una cadenza specifica per mantenere sempre l’interazione con i vostri alunni?

Maestra Ada: Personalmente inizio la videolezione sempre parlando del momento storico particolare e ascoltando i loro pensieri. Spesso ho anche spronato a scrivere del periodo in rima e con riflessioni personali giornaliere che poi rileggeremo in tempi normali. Con la mia collega teniamo delle video lezioni ogni settimana alternandoci, fermo restando che con Skype io mando dei video messaggi ogni qualvolta lo ritengo necessario, per una spiegazione, per un semplice saluto, per la scelta del libro da leggere, per la presentazione del libro scelto, per far loro i complimenti per un lavoro svolto, per esortare a far meglio.

 

Maria Elisa: Mi indica una app oppure uno strumento digitale che ha scoperto durante questa didattica forzata a distanza, e che sicuramente utilizzerà in futuro nella didattica “normale”?

Maestra Ada: Ora sono alle prese con G Suite, mi sembra un ottimo ambiente digitale, abbastanza semplice, fluido e completo per la gestione della DAD, ma sicuramente Liveworksheets è lo strumento più interessante che ho scoperto durante questa didattica forzata e sicuramente non lo abbandonerò poiché mi ha permesso di trasformare esercizi che sono stati concepiti per essere stampati in esercizi che diventano interattivi.

 

Maria Elisa: Un’ultima domanda: questa didattica a distanza ha sicuramente fatto emergere dei risvolti positivi: quali strumenti/strategie digitali adotterà, come ordinari, nella sua didattica, quando tutta questa emergenza sarà finita?

Maestra Ada: Sì, sicuramente ha dei risvolti positivi, come ad esempio prendere dimestichezza con le diverse app e saperle utilizzare al meglio, continuerò sicuramente ad utilizzare “Live worksheets” e Fidenia.

 

Maria Elisa: Grazie Maestra, la ringrazio per le risposte ed il tempo prezioso che ha dedicato alla mia rubrica. Vuole mandare un saluto ai suoi alunni e genitori?

Maestra Ada: Grazie a lei per avermi dato la possibilità di esprimere la mia opinione e, certamente, saluto i genitori che sono sempre presenti e collaborativi e i miei piccoli grandi alunni che sempre di più si dimostrano all’altezza della situazione e dico loro che “Andrà tutto bene” e torneremo ad abbracciarci e a fare il “SALUTO” (routine che ogni mattina svolgevamo con gioia prima di iniziare a lavorare).

Rubrica STORIE DIGITALI Speciale “SCUOLA A DISTANZA”

L’impatto del Digitale forzato su studenti, docenti e genitori.

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[sezione in aggiornamento]


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