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Le nostre abitudini ai tempi del Coronavirus: Parte 1 Preambolo

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Le nostre abitudini ai tempi del Coronavirus: Parte 1 Preambolo

Ammetto: i primi due giorni di quarantena sono stati piuttosto angoscianti, eh? Ritrovarsi all’improvviso con tutti i task da riprogrammare, cambiare le priorità, bloccarsi perché tutto il mondo si è bloccato, sono oneri che tutti noi abbiamo provato e che stiamo tuttora provando.
Lavoro da remoto ormai da parecchio tempo, per cui nel mio caso non è stato così difficile riorganizzare il mio assetto lavorativo; finalmente, però, è giunto il momento di dare priorità a quei progetti e a quelle attività che erano stati messi da parte perché catalogati come “non urgenti”.

L’auto-formazione e le letture di approfondimento adesso possono trovare lo spazio che meritavano: pertanto, ho riorganizzato le mie settimane riconfigurando le priorità e ora posso dedicare moltissima parte del mio tempo al perfezionamento della mia preparazione professionale e alla mia crescita personale.  Ho trascorso interamente le giornate di sabato e domenica incollata al pc a guardare la maratona organizzata da Marketers & Friends: video su video con ospiti spettacolari, contenuti così densi che non ho potuto fare a meno di seguire interessatissima, invitando amici e clienti a partecipare, perché ho ritenuto l’iniziativa davvero preziosa, una fonte inesauribile di idee e di strategie.

Molti hanno accettato il mio invito ben volentieri: si è creato un vero e proprio movimento, chat di whatsapp intasate di commenti, screenshot, idee che nascevano come conseguenza immediata di questi live e degli spunti che hanno saputo suggerire. Sono nati così, quasi spontaneamente, tantissimi progetti da mettere in cantiere non appena possibile. Alcuni sono partiti già ieri e, tra questi, uno in particolare sta assorbendo le mie attenzioni e il mio tempo: uno studio delle abitudini dei nostri amici e conoscenti posti, come tutti noi, in regime di quarantena.

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Infatti, mentre io trascorrevo il mio weekend a leggere e seguire webinar no stop, connettendomi con colleghi e clienti via whatsapp o messenger, non potevo non fare a meno di constatare che moltissimi erano in chat giusto per cazzeggiare un po’ e riempire alla benemeglio il proprio tempo. Messaggi divertenti, clip un po’ bizzarre, meme, amiche che litigavano in preda allo sclero da quarantena forzata a casa e cose così. Ma è stato un messaggio, un video, a farmi scattare l’illuminazione: una persona, amico di famiglia, aveva scritto e cantato una canzone dedicata a questa situazione surreale. Una canzone così brutta, così assurda, che mi ha spinto a pensare: “adesso basta, è possibile che i millennials come me siano tutti affaccendati a formarsi, a leggere, a riprogrammare i loro piani professionali, mentre invece coloro che ci criticano e ci etichettano come fannulloni-digitali trascorrono le ore a oziare sui social, proponendoci le loro schifezze di dubbio gusto?” Su TikTok, se non altro, i video e i meme proposti dalla community sono divertenti e geniali… ma questa robaccia proprio no!

Ho deciso quindi di strutturare un sondaggio anonimo, per chiedere a tutti quelli che conosco se questa prima domenica di quarantena avesse già determinato una variazione delle loro abitudini di vita. Tempo: 1 ora e mezza e il sondaggio era pronto e condiviso!

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