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La User Experience nelle Risorse Umane: quello che aziende e candidati ignorano

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La User Experience nelle Risorse Umane: quello che aziende e candidati ignorano

In Italia – e non solo in Italia – il rapporto tra User Experience Design e Risorse Umane è piuttosto tiepido, poco significativo, immaturo. Emerge in modo netto come la maggior parte delle aziende, siano esse di piccole o di grandi dimensioni, tenga scarsamente in considerazione l’importanza di articolare un processo di recruitment pensato su misura del candidato e delle sue esigenze. Molto spesso, sembra quasi che le imprese assegnino a loro stesse un senso di superiorità e che si pongano al vertice del percorso di selezione del personale come se la posizione aperta fosse oasi nel deserto che i profili coinvolti dovrebbero anelare di raggiungere per dissetarsi.
Beh, vi dico una cosa: le aziende si sbagliano, e anche di grosso. Sapete perché si sbagliano? Perché oggi quasi tutti i professionisti migliori, qualsiasi settore si prenda in considerazione, sono già impiegati e non intenzionati a cambiare lavoro. Ciò significa che è l’azienda in cerca a dover conquistare il professionista, non viceversa. Vista così, la situazione si capovolge, non trovate?

Cos’è la User Experience?

Procediamo con ordine. Prima di addentrarci nel discorso relativo all’integrazione tra User Experience (UX) e Risorse Umane, è doveroso fare una premessa: cosa intendiamo per UX? Che significa porre attenzione alla relazione tra Utente e Prodotto? Per User Experience si intendono tutti i processi, gli strumenti, le pratiche e ogni altro tipo di elemento sia utile a definire il rapporto tra un Utente e un brand e i suoi prodotti e servizi. La UX, inoltre, include anche le emozioni e le percezioni che un marchio è in grado di evocare presso il proprio pubblico. Il concetto di User Experience ha acquisito un’importanza crescente negli ultimi anni, sia grazie alla maggiore inclusività permessa dalle tecnologie digitali e sia attraverso sistemi di misurazione dell’audit sempre più raffinati, che permettono un approccio più analitico nei confronti del legame tra esperienza di marchio e utenza.

Chi sono gli utenti? I candidati, i talenti

Quando parliamo, genericamente, di ‘Utente’ diventa fin troppo facile dare per scontato che esso sia sinonimo di ‘Cliente’ o di ‘Consumatore’. Anche in questo caso, però, non è così. O meglio, il cliente non è l’unico utente che si relazione con la marca. Utente, in questo caso, è chiunque si interfaccia ad un’azienda e, attraverso la relazione posta in essere, impara a conoscere la filosofia e il modo di operare sul mercato dell’azienda stessa. Dunque, i profili professionali, i talenti che vogliamo assumere e vogliamo nel nostro team, che intraprendono un percorso di selezione presso un’impresa, sono da considerare a tutti gli effetti Utenti di quel brand. Ciò nonostante, come detto nell’incipit di questo articolo, la stragrande maggioranza delle aziende italiane dimostra una certa tendenza a non curarsene più di tanto, adottando sistemi di recruitment che sono tutt’altro che pensati secondo la logica dello UX Design. Ed eccoci giunti al fulcro del nostro discorso: perché ciò accade? Cosa significa, invece, integrare la User Experience nei processi di recruitment aziendali? Ve lo spiego nella seconda parte!

 

Foto di Jan Vašek da Pixabay


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